











Archive in motion,
a partire da questo testo abbiamo parlato di alcune edizioni di Documenta...
La Biennale fu un grande modello di successo, grandemente definito...
Documenta sembra appartenere ad una famiglia differente, sembra un modello nuovo.
Documenta rappresentò nelle prime edizioni la rifondazione simbolica del Museo.
Alla voce latina documentum troviamo il seguente significato: ciò che è di insegnamento o di avvertimento, esempio e anche modello.
Cicerone scrisse:
documentum fuit hominibus prudentiae... fu agli uomini modello di saggezza.
Dobbiamo avere come punto di partenza la concezione espressa da docere mentis.
Documenta come Museo in cui l'arte venisse inserita in un più complesso programma culturale.
Pensiamo che alla prima edizione vi furono come conferenzieri Ernst Bloch, Bertolt Brecht, Sigfried Gedion...



uno dei promotori fu Arnold Bode insieme a Werner Haftmann, storico dell'arte... la pretesa fu quella di mostrare l'arte dal 1900 al 1950. Sintomatica fu l'assenza di titolo per la Mostra.


nell'immagine a destra vediamo Roswitha Viollet con Werner Haftmann
XXX. Biennale di Venzia del 1960.
Documenta nacque dalle rovine di un bombardamento che vide 40.000 vittime, una cicatrice immensa per Kassel e la Germania che non tolse le rovine, ma fece nascere sopra la morte un nuovo Museo rinato.
"Bei einer großen Picasso-Ausstellung im ruinösen Renaissancebau des Mailänder „Palazzo Reale“ im Jahre 1953 kam Arnold Bode, als erfolgreicher Messearchitekt, die Idee, das zerbombte Museum Fridericianum als Ausstellungsort für die documenta zu nutzen."
Si ebbe una tendenza alla teatralità. Questa Mostra ci interessa in funzione del White Cube...
La volontà del moderno fu espressa nel tentativo di non nascondere. L'artista non ci nasconde gli effetti attraverso i quali l'opera si attiva.
Dobbiamo ragionare sul concetto di negoziazione permanente tra spettacolo e forme più chiare del moderno.
arte come libertà degli individui...
nell'edizione della Documenta 3 vi fu una con-fusione tra spazi interni ed esterni...
Vi riporto quello che ho trovato in QUESTO SITO su Documenta 3, del 1964:
"Museum of 100 Days".
Artistic Director: Arnold Bode, Werner Haftmann
"Art is what major artists make.“ This was the motto of documenta 3 in 1964. Werner Haftmann again tried to justify his hypothesis on the primacy of pre-War Modernism and for the last time the show centered on the older generation of artists with selected works, documenting their exemplary role for contemporary art. However, no claim was made to completeness; the artists were purely selected according to "quality and relevance". The special feature of d3 was that it no longer entailed showcasing various groups of artists, but hinged on the artist as an individual. The freedom and independence of art was something that could no longer be construed in terms of styles and schools, but arose from the individual creative act of an outstanding artist, although Haftmann continued to adhere to his notion of "abstraction as world language" and neglected those most recent trends in contemporary art which ran against the grain of this theory. www.documenta.de/
documenta archive

Joseph Beuys, 7000 Eichen, Documenta VII, Kassel, 1982
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