Ci sono vari livelli:
Il secondo piano, il primo piano e poi i livelli: a. uffici per il restuaro b. uffici di funzionamento e c. l'ingresso per le opere e i macchinari.
Con l'ampliamento si dovrà riconsiderare tutto questo ordine perchè molto probabilmente al piano c. dove normalmente entrano le opere verranno fatti entrare i visitatori e forse ci saranno le opere del contemporaneo.
Nella stesura dei progetti dobbiamo considerare che il palazzo diventerà verticale e che nella Collection Analysis dovremmo fare una sorta di selezione dei lavori, perchè non potranno essere esposti tutti.
Abbiamo accennato a Cezanne, che non dipinge, ma che dipinge il dipingere stesso.
Il discorso poi si è spostato su Barr e Dorner:
Un racconto incredibile sull'arrivo al MoMa del Quadrato bianco su fondo bianco".
Visti i controlli in Germania sulle opere considerate di Arte Degenerata, vi fu una abilissima soluzione per riuscire a portare via questa meravigliosa opera: la moglie di Dorner mise nell'ombrello di Barr la tela che così fu accolta al MoMa; solo al termine della Seconda Guerra Mondiale fu scritta la reale provenienza.
Lo spirito della Socialdemocrazia fu quello di rompere lo spazio della borghesia, ma ai fini pratici per quanto riguardò l'arte fu proprio un andamento inverso con la conseguente promozione di questa classe sociale.


1913, Armory Show, la prima mostra di Arte Moderna negli Stati Uniti.
Nel 1927 Gallatin e Katherine Dreyer fondarono la Galleria di Arte Viva, alla quale cambiarono nome nel 1936, Museo di Arte Viva.
Nel 1929 si inaugurò il MoMa, ecco tre immagini storiche del Museo:

Abbiamo parlato della Philips Collection: La folgorazione, per Philips, arrivò nel 1911. Durante un viaggio in Europa il giovane e facoltoso americano scoprì i dipinti di Renoir, di Monet, e degli altri impressionisti: ne fu completamente sedotto, e concepì il progetto di creare un ”Prado Americano”. Duncan Philips fondò la sua collezione nel 1918, a Washington D.C., e l’aprì al pubblico nel 1921. Ma questa collezione riguarda anche moltissimi capolavori dell'Arte Rinascimentale.
Il modello americano fu quello del Formalismo: mostrare l'arte in cui credere, dall'altra parte invece Hitler in Germania salì al potere nel 1933 e aveva già ben chiaro l'obiettivo di denunciare l'Arte Degenerata e promuovere l'Arte del Buon Nazista.
Il 15 novembre 1933 il ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels formò la Camera della Cultura del Reich (Reichskulturkammer), che di fatto stabiliva quali artisti potevano lavorare e cosa si potesse mostrare al pubblico: una ferrea censura costrinse i pochi artisti non allineati rimasti in Germania al silenzio.
Negli anni '20 e '30 la Germania aveva generato scrittori, pittori e storici di ogni tendenza, ma i bersagli principali del regime furono coloro che si occupavano di arti figurative. Questo perché il nazismo aveva subito capito l'importanza e il fascino che esercitavano sulla massa le immagini, tanto da sfruttarle intensamente nella sua propaganda: Hitler voleva che la popolazione fosse circondata da simboli di potere. Allo stesso modo occorreva distruggere le opere che lanciavano messaggi non rispondenti all'ideologia nazionalsocialista. I movimenti dell'arte moderna, senza distinzioni, furono presto definiti "degenerati" e "corrotti". I nazisti volevano dimostrare che i pittori astratti contemporanei e gli espressionisti trasmettevano valori che avrebbero ostacolato il ritorno della Germania alla supremazia in Europa, inquinavano con le loro rivoluzionarie soluzioni e tecniche la presunta bellezza fisica e spirituale del vero tedesco. Secondo Hitler, che si considerava egli stesso un artista, l'uso ardito del colore e di immagini surreali da parte di questi pittori era una distorsione della natura.
Nell'ottobre 1936 la sezione d'arte moderna della Nationalgalerie di Berlino fu chiusa: fu istituito un tribunale che purgasse le gallerie e i musei di tutto il paese. Si calcola in circa 16.000 il numero di tele, disegni, sculture che finirono nella categoria dell'"arte degenerata", la maggior parte di espressionisti e di pittori moderni tedeschi, anche se vi furono comprese opere di grandi stranieri come Picasso, Van Gogh, Cézanne. Le migliori furono messe all'asta a Lucerna, mentre diverse migliaia furono bruciate nel cortile della sede del Corpo dei Pompieri di Berlino nel marzo 1939. Alcune opere si salvarono, essendo state requisite dal maresciallo Hermann Göring in persona, desideroso di tappezzare di capolavori le pareti della sua residenza.
Ma distruggere le opere degli artisti non bastava: era necessario mobilitare l'opinione pubblica contro gli artisti stessi. Nell'estate del 1937, a Monaco furono allestite due mostre contemporaneamente. Una esibiva le opere di artisti ben accetti al regime, dove si esaltavano eroismo, dignità ariana, muscoli, fatica ed i valori semplici e sani delle rustiche famiglie lavoratrici dai capelli biondi e gli occhi azzurri e dove soprattutto facevano mostra di sé innumerevoli ritratti del Führer. Quattrocentomila persone visitarono la mostra.
L'altra si svolgeva nella nuovissima Casa dell'Arte Tedesca, terminata quell'anno e progettata da uno dei più importanti architetti nazisti, Paul Ludwig Troost. All'interno c'era una mostra grottesca, intitolata "Arte degenerata". Vi erano esposte oltre 650 opere delle avanguardie del XX secolo, con grande concentrazione di quelle espressioniste, senza cornici e nella più totale confusione. I titoli erano stati aggiunti dagli organizzatori: un quadro, raffigurante un gruppo di lavoratori agricoli, era intitolato Contadini tedeschi visti alla maniera yiddish. Un opuscolo fungeva da guida, essenzialmente in senso concettuale: mostrava al visitatore quale fosse il modo "giusto" di interpretare le opere esposte avvicinandole a prodotti di dilettanti o di malati di mente. Una condanna ulteriore di tali opere derivava dal fatto che, appartenendo a istituzioni pubbliche, erano state acquistate col denaro del "popolo lavoratore tedesco". Adolf Ziegler, che tenne il discorso di inaugurazione della mostra, definì i lavori esposti «prodotti della follia, della spudoratezza, dell'incapacità e della degenerazione». Due milioni di visitatori si riversarono nella Casa dell'Arte.
Barr al MoMa voleva invece chiarezza espositiva. Pensiamo a "Cubism and Abstract Art" con il suo diagramma pubblicato sulla copertina del catalogo. Barr contemplava questo diagramma in continuo movimento, cosa che gli costò la perdita del posto che occupava.
Cito Carlos Basualdo: "I quadri erano isolati, come se fossero delle persone e come se le persone stesse potessero divenire degli oggetti"Barr era anche un educatore, ma dal punto di vista comunicativo la cosa più sorprendente fu l'uso del testo per la Mostra di Arte Degenerata. Il testo era molto rilevante, il percorso dell'esposizione accattivante, trascinava lo spettatore. L'arte al MoMa sembra addomesticata, docile; l'arte che Hitler voleva recriminare era allestita perchè se ne potesse palpare la pericolosità. Efficace, ma al tempo stesso distruttiva.
1 commento:
Mille e mille grazie ancora, Giovanna, per questo riassunto!!!
chiara
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