
ciao ragazzi,
questo pomeriggio sono andata a vedere Artempo al Fortuny, così volevo farvi vedere qualche foto rubata e qualche impressione, soprattutto riguardo all'allestimento.
Intanto QUI trovate delle immagini delle opere presenti all'esposizione!

Devo dire che alcune opere, quasi la maggioranza, sono davvero strepitose.
Lo spazio da allestire è molto complesso e disomogeneo, dunque al pianterreno una sala d'ingresso buia non particolarmente capiente, il mezzanino così ricco di per sè che riesce difficile creare uno spazio leggibile, il primo piano molto più luminoso ma anch'esso carico di presenze...
purtroppo ho poche immagini da presentarvi, quel che sono riuscita a fare è stato ben poco. I guardiasala erano molto ligi...
potremmo anche completare l'opera se qualcuno avesse voglia di riuscire nell'intento mostrando altre cose... sono qui ad attendervi!
Per cominciare eccovi due immagini di un'opera di Anish Kapoor,
S-Curve del 2006, specchio, della Collezione Shaun Regen; Regen Projects:


Appena entrati alla vostra sinistra trovate una scultura imponente che raffigura un uomo, posta di spalle. Devo dire che l'abbinamento con l'opera di fronte, Studio del corpo umano di Francis Bacon del 1986 pare molto efficace.
Olio e pastello su tela, della Collezione Marlborough International Fine Art...
C'è un richiamo molto forte e lo sfondo del quadro di colore giallo freddo fa risaltare invece l'immagine umana, un uomo di spalle tortuoso. Eccovi l'immagine dell'opera di Bacon:

Vedete alla destra nel quadro si vede un'ombra che emerge. Sulla parete della sala del Fortuny c'è una gigante ombra della scultura che gioca come risonanza alla parete sinistra.
L'opera che avrei voluto più fotografare è la Medusa (Anamorphosa) del 2001 di William Kentridge, Museum Palast Düsseldorf.


L'opera è posta su di un piedistallo e lo sguardo credo sia più o meno ad un metro e venti... c'è un disco ricoperto da due metà circolari che sono due mezzi dischi ritagliati da un dizionario...su questi fogli ci sono dei numeri, delle parole scritte in colore rosso e delle figure anamorfiche che rappresentano da una parte Medusa e dall'altra un uomo che porta dell'acqua con due secchi...i disegni sono fatti con del carboncino, come usa fare sempre lui.
Al centro di questo disco c'è appoggiato un cilindro di ottone, posto verticalmente, alto circa 20 cm., che dà molto contrasto all'immagine nera su pagina bianca, e fissando il cilindro è possibile vedere l'immagine di Medusa e dell'uomo senza distorsione, nella sua piena efficacia. Se vi muovete attorno, movimento indotto dalla struttura cilindrica, potete vedere che lo sguardo vi segue, fino ad arrivare alla figura riflessa dalla parte opposta. Insomma, sembra che sia Medusa a guardarci, non noi a guardare lei.

Una foto invece non male è questa della scultura in bronzo di Thomas Schütte dal titolo Golden Eyes del 2007 (Collezione dell'artista).
Al primo piano c'è anche Giorgio De Chirico con uno dei suoi Trovatore, del 1950.
Olio su cartone applicato a tela, 50 x 40 cm, della Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia, Ca’ Pesaro...


...accanto ai Due modelli anatomici / Two anatomic models, della Collezione Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Collection Axel Vervoordt, Belgium.
Per la mia tesi di Laurea ho studianto a fondo il significato di manichino, statua, fantasmi di Giorgio De Chirico e devo dire che la scelta sembra essere perfettamente coerente con ciò che voleva dire la'utore. Vediamo due modelli anatomici, insomma che sembrano essere lì per mostrarci le parti di cui sono composti. De Chirico nei suoi scritti, soprattutto l'Ebdomero del 1929 e anche nei suoi dipinti ci presenta l'entità del manichino. Esso è costituito da parti, che vengono esaltate dalle giunture disegnate, dall'assenza dell'espressività dei volti vuoti e che quindi ne sottolineano l'oggettivazione come pure teste... addirittura egli scrive che lo scultore non è colui che costruisce simulacri, ma che al momento della loro morte li libera dal corpo integro, ormai pronto alla decomposizione e con magli e scalpelli li frantuma in mille pezzi...

la statua è colei che sta morendo, il fantasma è colui che vivrà in eterno, il manichino è in uno stadio intermedio, è un passaggio dalla morte alla vita... i suoi pezzi si animano...come nei due modelli anatomici si passa dalla vita alla morte...
Qualche parolina su...
avevo promesso di parlare dell'allestimento, ma vorrei fare semplicemente un piccolo inciso... credo che la volontà e l'esigenza didattica di una mostra questa volta sia andata proprio perduta e ho trovato questo aspetto molto irritante da più punti di vista. Le opere sono a volte prive di didascalie e le stesse guardiasala mi hanno confermato che non tutte le opere hanno un riferimento. Questo si riflette anche per quanto riguarda il catalogo. Lo stesso è composto dal primo centinaio di pagine, non numerate, che contengono "fluttuanti" e prive del contesto in cui sono state inserite, su sfondo nero!!! Non sono nemmeno tutte, come ogni passeggiata al bookshop può essere deludente quando si cerca la cartolina com l'opera che ti ha lasciato un segno nel cuore e ovviamente nessuno l'ha scelta. Nel catalogo alle ultime pagine un saggio che parla della Mostra e poi qualche scheda addirittura chiamata "tecnica", dove a volte hanno semplicemente citato l'autore in qualche affermazione ad effetto, fulmen in clausula, ovviamente senza riferimento...
se le immagini scelte non sono tutte non si hanno nemmeno tutte le schede "tecniche" delle opere contenute e scelte... bah! secondo voi questo catalogo è tornato a casa con me? ve lo lascio come beneficio del dubbio.
non preoccupatevi, il racconto non termina qui!
ci vediamo presto con la continuazione!
ciao a tutti
giovanna
4 commenti:
ciao giovanna,
bellissime le tue foto della mostra al fortuny, mi hai molto incuriosita a riguardo...per me si può fare un salto, mi sembra istruttivo,
a presto
Silvia
Dear all,
I visited the show this weekend and I thought it was one of the best things I have seen in years. There was a bust in marble on the mezzanine floor of a woman with a veil. can someone tell me the name of the artist? ALl I can remember is that it was the work of an Italian from the 1700s. thanks, Ralf
hallo Ralf,
the bust in marble on the mezzanine floor of a woman with a veil is of:
Antonio Corradini (Este 1668 – Napoli 1752)
Dama velata (La Purità), 1720-1725
Marmo di Carrara, altezza 61 cm
Venezia, Ca’ Rezzonico - Museo del Settecento Veneziano
Foto: Archivio fotografico Musei Civici Veneziani
you can see on this address the picture.
http://www.interlogica.it/mediamusei/album52?page=3
Thank you, Giovanna. Ralf
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